Ognuno di noi, ha il suo modo di essere, il mio e' questo.
Amo i vizi, specialmente il fumo, percio' non mi meraviglia chi si fa le canne, le ho fumate anch'io. Le fumo, quando capita.
Sono anche convinto che, il sistema, ci vuole sballati al punto da perdere il controllo, per poterci manipolare.
Come tutti i ragazzi, anch'io mi sono ubriacato, per far parte del branco ma, ho smesso subito.
Ho smesso perche' perdevo il controllo della situazione. Non bevevo per avere coraggio, qualche mio amico diceva: un bicchierino ti da' il coraggio di fare cose, di dire quello che non diresti da lucido. Sono l'esatto contrario, da lucido sono spudorato sino all'eccesso, con il vantaggio che gestisco quello che dico, quello che faccio, lo condiziono, lo guido.
Se vai a 200 all'ora da ubriaco, ti ammazzi, se ci vai da lucido ti diverti, provi la paura, l'adrenalina, l'ebbrezza.
Passiamo alle droghe, cosi libero subito il campo. Parlo di quelle pesanti. Le rifiuto, mentalmente. Non ho mai toccato coca o eroina. Intorno a me, ho visto amici, conoscenti, sballati e mi sono sempre incazzato. Li ho sempre visti indifesi, sballati, persi. Se hai bisogno di droga per andare fuori di testa, vuol dire che non sei in grado, di andarci. Sono nato fuori di testa, forse, se mi drogo divento normale, allora non c'è piu' gusto. Non penso nemmeno che siano grossi problemi a portarci alla droga, alla dipendenza. Primo perche' si sono persi i piu' privilegiati, con meno problemi, con piu' soldi. Secondo perche', con i problemi di sopravvivenza che ci sono in verte parti del mondo, lascio a voi le conclusioni.
Veniamo al fumo. Ho un figlio che ha attraversato, gli anni del fumo. Ne abbiamo parlato, abbiamo fumato. deve essere una cosa che rilassa, non puo' essere una malattia, una dipendenza. Se per vivere la vita, di tutti i giorni, dobbiamo fumare, siamo finiti, persi in balia del sistema. Il controllo di se' stessi, della situazione, compatibilmente con le nostre forze e delle nostre possibilita', deve avvenire quando siamo lucidi, normali. I momenti di debolezza, che tutti attraversiamo, devono essere affrontati con gli affetti, la famiglia, gli amici, i parenti e soprattutto la societa'. Una volta un insieme di debolezza, di difficolta' diventava una forza, devastante, abbiamo sostenuto molte lotte, alcune le abbiamo vinte, perche' eravamo massa ed un problema diventava di tutti, diventavamo piu' forti, piu' uniti.
La decadenza e' arrivata con l'isolamento, l'individuo da solo e' forte per poco tempo, ma da solo emergi giusto il tempo che un'onda piu' grossa delle altre ti spazzi via. Ho addirittura la sensazione che i rapporti umani, siano portati dal sistema, dal modo di vivere, dai falsi bisogni, verso una insoddisfazione perenne, che distrugge tutto psicologicamente e materialmente. Oggi un over 40/45 enne se non si fa la ragazzina e' un pirla, per la donna e' la stessa cosa, se non prova tutti i brividi non vive. Se uno e' soddisfatto della propia vita, e' un coglione, che non ha interessi, che non si evolve.
Non dico che si deve accettare tutto quello che la vita propone, una storia noiosa, una sottile violenza, appiattirsi sull'esistente per non mettersi in gioco. Questo mai. Ma nemmeno distruggere tutto e comunque, alla ricerca di quello che non c'è e non ci sara' mai. Mi sembra un businnes dello scoglionamento, in nome di una presunta liberta' individuale, mettiamo in discussione tutto, non ci sopportiamo piu', convinti di trovare di tutto e meglio, l'unica cosa che cresce e' la solitudine. E la solitudine diventa un affare, per il sistema, dallo psicologo che fa affari, alla lavatrice, alla casa, al locale per single, tutto doppio, per il nostro benessere. Stiamo talmente bene che siamo tutti esauriti, insoddisfatti, insicuri. Se si potesse vendere sorrisi o felicita', si farebbero miliardi ed allora ecco la soluzione: la droga, la felicita' chimica, il bicchiere miracoloso, che cia aiuta a tirare avanti, in qualche modo, non ci aiuta a guardarci dentro, non ci insegna ad accettarci, con i nostri limiti. Ci aiuta a superarli, spappolandoci il cervello, perdendo di vista la realta'. Un sistema che prima ti droga e poi si inventa le comunita' per curarti, per aiutarti, e tutto ha un costo. Tornano di moda anche i maghi, le religioni, le filosofie, i palliativi tutto fuorche' insegnarti a vivere, a convivere in pace con gli altri, a condividere. Tutti insieme appassionatamente ma ognuno con il suo delirio, individuale, nessun obiettivo comune, nessun sogno da condividere alla ricerca dell'altro, o dell'altra e nel frattempo ci siamo persi, non ci troviamo piu'. Abbiamo trovato l'altra, quella giusta,la soluzione, ma non sappiamo dove siamo noi, dove siamo finiti.
Forse in un reality?