I genitori li avevo, non ero orfano, mi hanno rinchiuso per punizione. Non sapendo dove mettermi mi hanno mandato all'orfanotrofio del paese. Cologna Veneta, per la precisione.
Avevo trovato un portamonete con circa 60 mila lire, eravamo nel 58, o giu' di li'.
Erano tanti soldi allora, ma nel borsellino non c'erano documenti, solo i soldi.
Combinazione, in paese, c'erano le giostre. Con i miei amici abbiamo girato per 15 giorni nell'autoscontro e bevuto una marea di frappe'. Naturalmente ho comprato le sigarette e per non farmi mancare niente anche una carabina.Tutte queste spese hanno dato nell'occhio, il paese era piccolo, e tutti hanno notato la festa continua.
Improvvisamente e' crollato il castello. Durante la messa grande della domenica, il prete, ha detto dal pulpito, che la signorina tal dei tali, ha perso il portamonete con tutti i suoi risparmi.
I miei mi hanno guardato ed improvvisamente hanno capito da dove venivano tutti i miei divertimenti, abitavamo nella stessa via della tipa che ha perso i soldi.
Ho preso tante di quelle mazzate che mi hanno fermato la crescita. Non bastasse questo, per punizione, mi hanno rinchiuso nell'orfanotrofio. Neanche fossi un ladro.
Con lo stesso metodo, a certi politici, dovrebbero dare 10 ergastoli. Ma andiamo avanti.
Oltre a seguire i funerali con la mantellina nera sulle spalle, mi hanno fatto chierichetto, nel tentativo di avvicinarmi a Dio, che mi facesse diventare un bravo bambino.
Ero l'unico, che durante i funerali, poteva dire ciao ai genitori, gli altri erano orfani veramente.
Mi avvicinai talmente a Dio che manifestai l'intenzione di farmi prete, per la precisione gesuita. Mia madre pianse dalla gioia, finalmente quel bambino inquieto ed ingestibile, diventava normale e timorato di Dio. Durante l'estate mi mandarono un mese in montagna, con i gesuiti, per rafforzare la mia vocazione.
Ma la vita presenta sempre delle svolte, quando meno te lo aspetti. Tornato dalla montagna, conobbi Patrizia, la figlia del pasticciere del paese. Si innamoro' perdutamente di me e mi invito' al cinema, quello laico del paese, non quello della parrocchia.
Durante il film mi bacio', avevamo 10 o 11 anni, e mi bacio' con la bocca aperta, come facevano i grandi. Ci siamo praticamente fatti il bagno, ci prendevamo dentro con i denti, ma era bellissimo, mi sono innamorato anch'io.
Capii di amarla alla follia, quando comincio' a portarmi i ritagli delle paste, che faceva suo padre. Dimenticai la mia vocazione e tornai un bambino normale, anche se e' una parola un po' grossa, pensando a com'ero.
Mia madre ci rimase male, molto, ma se ne fece una ragione. Dopotutto non ci ha mai creduto sino in fondo che, quel bambino peste, fosse diventato bravo, come i suoi fratelli.
Mia nonna avanzo' pure una sua ipotesi, verso sua figlia: non e' che questo bambino e' un po' bastardo?
Lo diceva ridendo, ma ci aveva preso, ero "bastardo" e crescendo si e' pure visto, tanto che mi hanno messo in collegio. Dai salesiani questa volta, a Este in provincia di Padova.
In quei tempi, chi aveva un figlio "difficile" lo metteva in collegio, per redimerlo. Senza sapere che il collegio e' come il carcere, entri discolo al 30% e ne esci all'80%, perche' le impari tutte.
Se sara' possibile, segue...
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