Abbiamo vissuto insieme la nascita e l'evoluzione del femminismo. Come piu' volte ho scritto sono maschilista, poco o tanto non ha importanza, le ho sempre detto: il cambiamento si fa con l'uomo, non contro. E non voglio approfondire, ognuno ci deve arrivare da solo, le donne hanno compagni, figli, fratelli sanno dove siamo diversi.
Ieri sera, nel mezzo di un discorso, mi ha detto: io mi sforzo ma non riesco ad essere femminista.
Piu' sento parlare certe donne e piu' do' ragione agli uomini. Non e' bigotta, e' impegnata socialmente, legge moltissimo, intendo dire non ha niente della Binetti...
Mi chiedo allora in questa emancipazione cosa c'è di sbagliato?
Forse non si e' colta l'essenza di una libera e rispettosa crescita psicologica emotiva e si sono presi i lati peggiori del maschilismo come una liberazione.
Continuo ad essere leggermente maschilista, il fatto che, sotto un certo aspetto, mi dia ragione dopo oltre 37 anni di convivenza mi ha fatto piacere. Sara' che oltre al marito ha pure il figlio maschio e conosce la psicologia maschile meglio di come noi conosciamo quella femminile.
E' li' la sua forza, dove e' decisamente superiore.
Per le giovani che non capirebbero un discorso del genere, c'è molta chiarezza, tra di noi, molta aria e nessuna prevaricazione.