Noi lavoratori, di aziende private, abbiamo sempre considerato i lavoratori pubblici dei lavativi privilegiati ed i loro sindacati corporativi.
Una buona mano nel pensare questo ce l'hanno data loro, dipendenti comunali, statali e comunque tutti coloro che lavorano per servizi essenziali dello stato.
Hanno sempre rinnovato i contratti prima di noi, tolta la scuola in alcuni momenti, li abbiamo sempre considerati una casta come gli assicurativi ed i bancari.
La solidarieta' tra lavoratori, in questi casi, veniva meno. Da una parte i privilegiati, con stipendi mediamente piu' alti dei nostri, dall'altra la classe operaia che li considerava parassiti.
Con la privatizzazione dei servizi, cosa alla quale sono nettamente contrario, si abbattono i privilegi ed il clientelismo che va avanti da oltre 50 anni. Detto questo cio' non significa che si deve demolire tutto, anche il buono che c'è, questa lotta tra poveri dimostra che avevamo ragione noi, la divisione tra i lavoratori non paga mai, alla lunga crea solo miseria.
Adesso ci sono arrivati anche i piloti, le hostess. Prima di loro c'erano arrivati i lavoratori delle poste toccando con mano un precariato spaventoso. Adesso e' sotto tiro la scuola, i trasporti pubblici, le ferrovie.
Una volta si costruiva il consenso con il clientelismo, democrazia cristiana, socialisti, socialdemocratici e cosi' via, ci hanno campato per decenni, vincendo le elezioni per 50 anni di fila grazie ai serbatoi del clientelismo.
Memorabile il ministro delle poste, socialdemocratico, che ha assunto 1000 postali nella zona di Bari, negli anni 70. Alle elezioni il suo partito prese il 35% dei voti in Puglia.
Faccio un inciso. I dipendenti postali dovevano accettare l'impiego dove era disponibile, esempio Bolzano, quindi dovevano emigrare e' pur sempre un sacrificio... Ma il loro contratto prevedeva, adesso non so se e' ancora in vigore, che dopo un anno maturassero il diritto al trasferimento in sedi piu' vicine alla loro residenza, e cosi' facevano.
Quindi, Bolzano, per un anno aveva i dipendenti postali che servivano dall'anno dopo c'era carenza di personale. In compenso nel meridione c'erano paesini di 10.000 abitanti che avevano piu' dipendenti postali di Milano. (estremizzo solo per fare l'esempio).
Oggi, il consenso, lo cercano nella lotta al dipendente pubblico, giocando con l'astio maturato nei lavoratori in questi 50 anni, con risultati confortanti vista la poca solidarieta' che viene espressa verso di loro. Piu' che altro e' un'invito al massacro del dipendente pubblico.
Anche se qualche ragione l'abbiamo dobbiamo mantenere la testa fredda, ragionare, qui sfasciano tutto, tutte le nostre conquiste sociali , basta vedere con quale astio i leghisti e gli elettori del Pdl parlano della cosa pubblica, dello stato, dei comuni e dei loro dipendenti.
La tutela dei lavoratori e' scaduta allo zero. Dalle morti bianche in giu' non ci sono piu' garanzie per nessuno, anche se ci sono arrivati tardi i "privilegiati di stato" cominciano a capire che il baecone dei lavoratori, dei proletari e' uno solo. O si e' uniti o si affonda tutti, compresi quei lavoratori che applaudono al massacro dei dipendenti pubblici, e ce ne sono tanti.
O ritroviamo la solidarieta' e l'unita' della lotta o sara' la disfatta totale dei diritti, oggi Alitalia e scuola, domani i comuni, alle poste hanno gia' iniziato, sanita' non ne parliamo. Al grido di privato e' meglio, e bello, ci stanno demolendo tutte le conquiste di 50 anni di lotte.
Manca solo che facciano saltare lo statuto dei lavoratori e siamo al capolinea.
Riflettete, riflettiamo tenedo sempre presente che la divisione dei lavoratori e' la fine degli stessi, l'abbandono all'individualismo senza piu' nessuna difesa.
Sono finiti i tempi dei privilegi e va bene, le hostess, i piloti devono abbassare la cresta ma, non cerchiamo rivincite assurde, ne va di mezzo la democrazia perche' senza garanzie per i lavoratori siamo alla dittatura.
Discorso difficile, mi spiace di non essere ingrado di sprimere quello che intendo dire, spero che qualche intellettuale, sindacalista o politico lo faccia meglio di me, se anche lui ha colto questa impressione, siamo alla fine dei diritti ed e' una lotta in famiglia, tra lavoratori e non contro i veri parassiti. I manager, i dirigenti, pagati per sfoltire la truppa e dare in appalto alle cooperative al minor costo possibile, fanno il profitto con la distruzione dei diritti.
Non aiutiamoli, facciamo solo del male a noi stessi.
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