
Fare opposizione e satira di opposizione rende molto. E' una legge di mercato, il mercato che non e' ideologia, che crea i milionari di opposizione, borghesi come gli altri.
Ben venga che i milionari parlino dei problemi dei poveri, dei disoccupati, dei precari, dei pensionati, ci mancherebbe. Per dare un esempio di quello che intendo dire riporto il dialogo che ho avuto con un amico di mio figlio.
Stava criticando Bono degli U2, che senso ha, disse, un miliardario che parla della fame nel mondo. Sotto intendeva dire che sarebbe stato piu' utile parlare meno ed intervenire di piu', magari in prima persona.
E' li la sua grandezza, risposi. Il fatto che potrebbe fregarsene ed invece attira l'attenzione con la parola e la presenza su un problema che riguarda tutto il mondo, un problema di coscienza che coinvolge tutti ed anche le religioni.
Sicuramente, i milionari di opposizione, non hanno la testa da calciatore ma siedono in tribuna vip, di solito insieme a quelli che prendono per il culo.
Insomma mi preme mettere in risalto la poverta' di etica e di "ideologia" in questa opposizione di elite, che magari fa pure beneficenza.
Un conto e' sentire parlare Don Ciotti, Don Gallo e tanti laici che lavorano sul campo, che mettono passione in quello che fanno per gli ultimi, gli emarginati da generazioni, che non partecipano da secoli al banchetto, di maggioranza o di opposizione.
Mi scuso in anticipo se non faccio nomi e cognomi, non e' per codardia, ci mancherebbe e' che sono cosi' tanti di qui e di la' che sicuramente dimenticherei qualcuno.
Mi interessa la sostanza della questione e spero di riuscire ad esprimerla.
Prendiamo ad esempio Berlinguer. La sua lotta, la sua sofferenza, il suo impegno per gli ultimi e' fuori discussione, inattaccabile. Per decenni la destra l'ha dipinto come un opportunista, propietario terriero e di palazzi, che speculava e giocava a fare il comunista.
Eppure quando lo sentivi parlare lo sentivi vicino, dalla tua parte, impegnato in una lotta per la dignita' del lavoro e delle persone, uno come te ma piu' intelligente che ti voleva aiutare nella conquista dei diritti e di una vita miliore. Mai ti veniva un dubbio che avesse un interesse e non l'aveva, l' ha dimostrato morendo mentre era impegnato in una, durissima, campagna elettorale. Nessuno e' mai arrivato alla sua altezza etica e morale, per questo e' ancora un faro per quelli come me.
Oggi si ha sempre l'impressione che chi fa satira oppure opposizione pensi comunque a passare dalla cassa, esagero lo so, sapendo di farlo ma mi serve per esprimere il concetto.
Sentire Grillo che fa il rivoluzionario e poi sale nell'auto ibrida che non inquina ma che costa 80.000 euro mi fa incazzare, non e' questa la lotta in cui credo, quella che voglio.
Un'altra cosa che gli contesto, a lui come a tanti altri, e' di considerare fallita ogni ideologia di sinistra, di considerare le idee piu' o meno tutte uguali e quindi inutili.
Il socialismo, reale e non, ha piu' o meno 100 anni, praticamente esce adesso dall'asilo rispetto al capitalismo. E' ovvio che vanno analizzati gli errori, i morti che ha creato, tenendo presente pero' i milioni di persone che sono state liberate dalla schiavitu' e dallo sfruttamento, operazione che non e' per niente conclusa, nemmeno oggi.
Il capitalismo ha da sempre creato nuovi poveri, nuovi sfruttati, per questo l'idea di socialismo va ripresa tenendo presente gli errori commessi e facendola volare ancora piu' in alto.
Non accetto critiche, da nessuno, e spiego il perche'. Il socialismo lo considero una specie di religione, quella della solidarieta', dell'uguaglianza e dei diritti di tutti. Tutti uguali nei diritti basilari e di partenza, salute, studio, lavoro. Ovvio che poi capacita' ed impegno creino delle differenze che vanno rispettate purche' non siano sulla pelle dei piu' deboli o "ignoranti".
Il cattolicesimo ha oltre 2000 anni ed e' in queste condizioni, provate ad immaginare cosa potrebbe essere l'ideale socialista tra 1900 anni, con tutte le esperienze che nel frattempo potrebbe accumulare, oltre ovviamente quelle imparate dagli errori del passato, piu' o meno recente.
Questo e' il motivo per cui ritengo che il socialismo e' ancora un bambino e per questo ritengo che la satira e lopposizione senza ideali serva a ben poco. Va poco oltre l'arrichimento di chi la esercita, semina poco e spesso al vento.
Satira ed opposizione devono essere come il prete, paragone assurdo per un ateo ma e' solo per rendere l'idea, deve insistere nel far conoscere l'ideale, il progetto, l'etica che c'è dietro una scelta del genere. Possibilmente non prendendo ad esempio gli errori dei preti, non ripetere l'errore di base che commette il cattolicesimo, predicare bene e razzolare male.
Non so se sono riuscito a rendere l'idea di quello che volevo dire, ho solo una certezza, che questo sogno me lo portero' dentro il cuore sino alla fine, la posibilita' di un punto di partenza uguale per tutti oltre ovviamente un punto di non ritorno che sia la base minima di vita per tutti, che impedisca le enormi differenze che crea lo sfruttamento capitalistico.
Faccio satira anch'io, spesso carogna, ma vorrei che la mia satira avesse gli occhi ed il cuore di Enrico, la sua forza e l'intelligenza no, non sarebbe possibile. Non sarei nemmeno in grado.
Io non voglio che il satirico mi diverta, e basta, voglio che soffra con me, per non dire come me. La satira deve essere un urlo straziante che richiami immediatamente al problema, non deve essere leggiadra ed idiota, alla bagaglino, deve essere una coltellata che ti porti immediatamente al fatto, che ti costringa a prendere atto dell' obiettivo e che faccia ridere e riflettere, se vuole essere satira di sopravvivenza e di semina.
La seconda e' piu' importante della prima, potrei fare uno slogan: ridere meno seminare di piu'. La satira deve essere una sberla, che ti indichi la strada, che ti tenga i piedi per terra, che ti apra gli occhi. Crudele come chi sa di amarti piu' di tutti perche' ti vuole libero ed evoluto, nella solidarieta' di tutti.
Che bello che sarebbe saper scrivere quello che ho nella testa, puttana eva.
Dimenticavo, per me l'unico che fa questo tipo di satira e' Antonio Albanese. La sente, la vive e' sofferta. Mi ricordo il finale di Cetto Laqualunque, quando ha tolto la parrucca. Non abbiamo fatto niente...
http://oknotizie.alice.it/go.php?us=48c01ae0900481ea
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