Il ministro dell'economia e' andato all' Universita' Cattolica di Milano e, per non parlare dei problemi dell' Universita', ha incensato Ratzinger citando un suo scritto del 1986, quando era ancora cardinale ma comunque un "santo veggente".
" l'economia che vede il declino della disciplina (etica-morale) avrebbe portato le stesse leggi del mercato al collasso e all'implosione". Quello che sta' succedendo.
Anche nelle sezioni del Pci, senza essere cardinali anche se qualcuno aveva la gonna, si pensava che il liberismo economico, sfrenato, quello del capitalismo avrebbe solo creato milioni di poveri e che la caccia al profitto senza limiti avrebbe portato ad un cannibalismo del capitalismo.
L'economia senza regole e senza il controllo della Politica, che imponesse dei limiti, avrebbe prodotto solo macerie, distruzione.
Cio' che prima si richiedeva alle guerre, distruggere per ricostruire, sarebbe avvenuto con il capitalismo sfrenato, ingordo e senza regole, in nome del profitto e del pil.
Di questo discutevano tranquillamente muratori, impiegati, operai, infermieri, idraulici, tecnici. Insomma la gente normale, il popolo, la massa, i cittadini consapevoli.
Prima che venisse prioritario, nei discorsi delle masse, il grande fratello, l'isola dei famosi, chi si scopa la velina, chi ha scritto al marito di Costanzo, chi si fa trombare dal cronista, e prima, molto prima del maestro e del pensiero unico.
Quando esisteva una massa consapevole, quando ancora il tg di riferimento non era striscia la notizia e l'inviato speciale non era il Gabibbo.
Quando eravamo uomini e donne e non consumatori o carne da macello mediatico.
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