Non c'è un bullone, della mia mercedes, comprata sfruttando il lavoro di un altro.
Fu la risposta.
Questo vale per gli imbecilli, alla Barbareschi, che dicono comunista e champagne o comunista alle ostriche, come se il comunismo non fosse un problema di uguaglianza di diritti e doveri, ma un discorso da miserabili.
Il comunismo e' per la qualita' della vita, ma di tutti, non si ferma alla finestra del Billionaire per vedere i ricchi mangiare a 600 euro al pasto. Il comunismo vuole delle garanzie per tutti e giustizia tra le classi sociali, l'uguaglianza intesa come diritti, giustizia, opportunita', patto sociale. Va riconosciuto il diritto al lavoro ed un salario adeguato, anche con la spesa sociale.
Sappiamo benissimo che l'uguaglianza delle intelligenze non esistono, ce lo ricordano i Barbareschi, i Feltri, Emilio, Giordano.
Il comunista non vuole la villa del padrone, vuole smetterla di morire per arricchirlo ancora di piu'. Chi dalla vita ha avuto fortuna ed ha mantenuto un occhio sulla realta' che lo circonda e' un uomo migliore purche' non sia vissuta come carita', beneficenza, ma come solidarieta' e proporzione alla partecipazione dei costi sociali.
Il comunismo rivoluzionario che si e' ribellato al feudalesimo regale si e' evoluto e punta alla revisione del capitalismo, nato come sfruttamento dell'uomo e rimasto ancora tale.
Non basta commuoversi per i bambini che muoiono di fame, bisogna impedirlo, come non basta andare a messa alla domenica per sentirsi a posto con la coscienza.
Adesso poi e' anora piu' comodo, mettersi a posto la coscienza, basta un sms, vale anche dal telefono fisso.
E' un passo in avanti ma non e' la soluzione.
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