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A parte che l'ici e' comunque un privilegio, la pago anch'io, questo significa che ho una casa.
Ma che senso ha togliere l'ici e cercare dialogo con l'opposizione perche' si devono fare sacrifici?
Ed i sacrifici a chi li facciamo fare, ai precari? A chi deve pagare l'affitto? O a chi e' ancora costretto a vivere con i genitori...
Siamo un paese di boccaloni, ma ci salveranno le trattenute dei manager, quelli da centinaia di milioni all'anno, gli stessi per i quali Berlusconi voleva una aliquota al 29%.
Non e' mai successo al mondo, per una volta ci salveranno i ricchi, non saremo al comunismo ma ad una socialdemocrazia sicuramente...
Irpef e multe ultima risorsa.
Cosi' paghera' anche chi non ha nemmeno la casa.
Lo Stato dovra' compensare, dice la Moratti, infatti lo Stato siamo noi. I contribuenti.
Grazie Silvio, il popolo della liberta' di Milano ringrazia, vivamente.
ROMA - Quali italiani dovranno fare sacrifici ora? "Le banche e chi incassa la rendita petrolifera, certo non i poveri". E' questo il progetto del ministro dell'Economia Giulio Tremonti che ha indicato proprio in banche e petrolieri i destinatari dei sacrifici annunciati da Silvio Berlusconi subito dopo le elezioni. "Qualche sacrificio devono iniziare a fare banche e petrolieri - ha spiegato - le banche dovranno pagare qualcosa in più di tasse se non faranno pagare meno i mutui alle famiglie". Mentre per quanto riguarda i petrolieri Tremonti ha spiegato che "prendono più soldi perché è aumentato il prezzo".
Se lo sapevo prima l'avrei votato anch'io...
In tutto il mondo civile la dottrina di Marx si attira la piu' grande ostilita' e l'odio piu' intenso di tutta la scienza borghese( sia ufficiale che liberale), che vede nel marxismo una specie di "setta perniciosa". E non ci si puo' aspettare un atteggiamento diverso, poiche' una scienza sociale "imparziale" non puo' esistere in una societa' fondata sulla lotta di classe.
In un modo o nell'altro , tutta la scienza ufficiale e liberale difende la schiavitu' del salariato, mentre il marxismo ha dichiarato una guerra implacabile a questa schiavitu'. Pretendere una scienza imparziale nella societa' della schiavitu' del salariato e' una stolta ingenuita', quale sarebbe pretendere imparzialita' da aprte degli industriali nel considerare se occorre aumentare il salario degli operai diminuendo il profitto del capitale.
Segue, ma questo e' sufficiente e pone una domanda: siamo nel 2008, cosa e' cambiato nello sfruttamento del "salariato" se non i vestiti e che abbiamo il telefonino?
Avete conosciuto qualche industriale che rinuncia ad una parte del profitto per pagare di piu' i suoi dipendenti?
CONTI PUBBLICI: DEFICIT, L'UE PROMUOVE L'ITALIA
BRUXELLES - "La situazione di deficit eccessivo in Italia è stata corretta", perché "il deficit è stato portato sotto il tetto del 3% del Pil in maniera credibile e sostenibile". E' quanto si legge nella proposta di raccomandazione al consiglio Ecofin - di cui l'ANSA è in grado di anticipare i contenuti - che domani il commissario Ue agli affari e monetari, Joaquin Almunia, presenterà alla Commissione Ue, chiedendo l'abrogazione della procedura per deficit eccessivo aperta nel 2005 nei confronti del nostro Paese. Nel testo si ricorda come il rapporto deficit Pil si è attestato all'1,9% nel 2007, dopo il 3,5% del 2004, il 4,2% del 2005 e il 3,4% del 2006. Bruxelles prevede che il disavanzo si attesti al 2,3% nel 2008 e al 2,4% nel 2009.
Questo ha lasciato Prodi. Partiamo da qui poi vedremo cosa fanno loro.
Servizio su Radio Popolare sul problema immigrazione, la zona e' quella di Via Padova, Milano, effettivamente ad alta intensita' di stranieri.
Tra gli intervistati c'è un signore con un forte accento meridionale, gli viene richiesto un parere.
La risposta e' sintetica: devono andare fuori dai coglioni. Viene richiesto di argomentare, per cercare di capire i problemi che crea questa convivenza, devono andare fuori dai coglioni e' di nuovo la risposta. A questo punto l'intervistatore, incuriosito, chiede: non mi sembra, dal suo accento, che lei sia di Milano, da dove viene? Da Avellino, risponde l'intervistato, sono venuto a Milano nel 58. L'intervistatore di rimando: e come e' stato accolto?
Benissimo, e' la risposta, io ho rispettato loro e loro hanno rispettato me.
No miei cari, non ci siamo. Non so quanti anni abbia il giornalista ma io c'ero a Milano nel 1962 e arrivavo dal Veneto, dal nord, e so come venivano trattati i meridionali, anche da me ragazzino.
C'erano i ghetti, i bar, piu' o meno come adesso con i ragazzi sul marciapiede, in strada. C'erano i bar dei pugliesi, dei calabresi, dei campani, dei siciliani, dei veneti, anche se con meno problemi, specialmente per chi parlava l' italiano corretto.
Le ragazze di Milano giravano la testa, quando passavano davanti a questi bar, o cambiavano addirittura marciapiede, ad ogni modo non davano nessuna confidenza.
Le stesse balere erano dei ghetti e ci sono voluti anni per avere un minimo di integrazione, al punto che ancora a distanza di anni moltissimi parlavano ancora i loro dialetti, come se non fossero mai usciti dalla propia regione.
L'unico vantaggio che c'era, rispetto adesso, era il lavoro e questi emigranti trovavano piu' facilmente una occupazione, anche perche' venivano pagati meno, come succede oggi con gli stranieri.
Chiuso con il problema della casa. In quegli anni tutte le vie, dico tutte, avevano dei cartelli con scritto: affittasi due locali, tre locali, quattro locali. Uno poteva decidere in quale via abitare, tanta era l'offerta, gli unici che avevano problemi erano i meridionali, per scoraggiarli veniva richiesto un affitto superiore, quando addirittura non era il condominio a ribellarsi perche' non volevano i "terroni".
Quindi smettiamola di fare il cinema, i problemi sono sempre quelli e sempre per gli ultimi, un certo tipo di razzismo latente non se ne e' mai andato. Ci sono stati emigranti di serie a ed emigranti di serie b, noi, la mia famiglia emigrante dal veneto, avevamo 4 locali in via Venini e 3 auto, nel 1964 e ci davano fastidio i "terroni".
Poi sono cresciuto, sono diventati miei amici, sono diventato piu' tollerante, ma negare che ci fosse stato il problema non e' corretto. Da sempre queste cose sono comunque battaglie tra poveri e si ripetono a distanza di decenni nonostante il capitalismo abbia promesso benessere per tutti, il sistema migliore e piu' democratico per la distribuzione del reddito, il piu' giusto.
Fallimento assoluto, oltre ai soliti poveri emigranti, abbiamo i nuovi poveri stanziali, i giovani, i precari, che hanno studiato di piu' ma hanno il culo alla finestra ne' piu' ne' meno che 50 anni fa. Il benessere del capitalismo e' sempre per gli stessi, pur essendo sempre piu' ricchi non ne hanno mai abbastanza e si ribellano se la dichiarazione dei redditi viene messa on line, vogliono stare sottovento, al riparo, e spacciarsi per solidali per progressisti e democratici.
Infatti le elezioni hanno dato un segnale preciso, conservare, difendere il propio status e, per chi sta' peggio, una frase sola: cazzi vostri.
Salvatore Ligresti, costruttore abusivo di Milano.
Chiacchierato per i suoi presunti rapporti con la mafia, è finito in carcere per l'inchiesta "mani pulite" e condannato a 2 anni e 4 mesi di reclusione ha scontato la sua pena affidato ai servizi sociali. Salvatore Ligresti, il costruttore travolto dagli scandali, il tangentista che dava mazzette direttamente a Craxi, l'imprenditore che grazie ai suoi buoni rapporti con la politica è stato salvato dalle banche quand'era sull'orlo del fallimento, ora vive una nuova vita dorata grazie al nuovo sodalizio col neoduce Berlusconi, per conto del quale nel luglio 2004 è diventato amministratore delegato della Rcs Media Group, che controlla il Corriere della Sera.
Qui un piccolo stralcio di questo stinco di santo che si propone per la cordata che salvera' Alitalia. Vedrete che con i soldi dello stato ( confido che la Ue blocchi tutto) troveranno il modo di appropriarsi anche di Alitalia.
Di solito va a caccia di arere dismesse sulle quali fare speculazioni senza nemmeno rispettare le leggi, vedasi il quartiere Adriano, di Milano.
Oggi, si lancia su aerei dismessi contando sul fatto che le perdite di Alitalia saranno a carico dello stato, quindi nostre.
Si poteranno via l'arrosto ed a noi, stato, lasceranno l'osso da pagare come filetto.
Gli elettori del centrodestra gongolano, Berlusconi ha mantenuto la parola alla faccia dei diffidenti di sinistra.
Adesso i sindacati diranno si, come le fanciulle al matrimonio...
Qualcuno non si alzera' dal tavolo, andra' sotto.
La compagnia di bandiera, che ci riempie la bocca e l'orgoglio nazionalista. Covo di privilegiati, piloti ed Hostess, dalla bella vita da reality e delle poche ore di lavoro.
Serbatoio di voti di tutti i governi che si sono succeduti, come le poste e tutti i servizi pubblici.
Al nord poi sono diventati il fiore all'occhiello della lega e di forza italia basta vedere Malpensa, cattedrale nel deserto senza infrastrutture, ma con la bandiera verde alta nel pennone.
Bene, dopo la speculazione elettorale del cavaliere, al quale continuano ad abboccare in troppi, siamo agli avvoltoi. La carogna dell' Alitalia e' morente e grandi ali, non di serei, volano nel cielo in attesa di lanciarsi sul cadavere. A costo zero, naturalmente, e licenziando tutto il possibile.
Nel frattempo che si preparano al banchetto fanno pagare a noi, con il prestito ponte, quasi sicuramente illegale. E di chi e' la colpa? ma del governo Prodi, il quale aveva gia' trovato una soluzione, anzi l'unica soluzione visto che le aste sono andate deserte, ma non andava bene ne' al cavaliere, che mandava avanti i figli a loro insaputa, ne' ai sindacati che credevano di trattare alla italiana, volemose bene ed inculiamo i lavoratori.
Perche' il prestito ponte non lo facciamo pagare a Bonanni ed alla cisl?
Almeno imparano il mestiere del sindacalista.
Non allarmatevi, state tranquilli, e' tutta colpa di Prodi.
Adesso le cose andranno a posto e, se non ci vanno, sara' colpa dei comunisti.
Va tutto bene, fidatevi del tg4 e di studio aperto, ci pensa lui.
Siamo in buone mani, siate fiduciosi.
Il debito pubblico italiano cresce a prescindere dal colore dei governi,con una lieve accentuazione durante la legislatura del centrodestra nel periodo 2001-2006 (+ 16,5 %)
Questo dicevano gli studi di settore a luglio del 2006, ma come e' noto a tutti, e' propaganda comunista.
I primi segnali, positivi, del nuovo governo.
Forse gli italiani hanno fatto la scelta giusta, hanno avuto ragione.
Sono talmente bravi che i benefici sono addirittura retroattivi. Devo ammettere che non e' da tutti, solo un uomo poteva riuscirci. L' Unto...